Il sistema scheletrico (3)

Ciao a tutti! È il corpo umano che vi parla. Oggi vorrei introdurvi un nuovo argomento: la struttura della ossa lunghe.

Osservando un osso lungo è possibile riconoscere all’interno differenti porzioni anatomiche, ognuna con specifiche funzioni.

L’epifisi è la porzione dell’osso lungo posizionata alle sue due estremità. Le epifisi sono costituite da tessuto osseo spugnoso e contengono midollo osseo, preposto all’emopoiesi.

La diafisi è la porzione centrale dell’osso lungo. Dall’interno verso l’esterno si può riconoscere una cavità midollare che nei bambini è costituita da midollo osseo rosso, mentre nell’adulto viene gradualmente sostituito da midollo osseo giallo, formato da tessuto lipidico. La porzione adiacente alla cavità midollare è composta da osso spugnoso, a differenza della porzione principale costituita da osso compatto.

La metafisi è la porzione intermedia tra la diafisi e l’epifisi. Questa è la zona in cui avviene la crescita in lunghezza dell’osso nel bambino e nell’adolescente. Il disco epifisario è responsabile dell’accrescimento dell’osso ed è formato di cartilagine ialina. Quando la crescita si ferma, la cartilagine viene sostituita da tessuto osseo e di questo disco rimane solo un ricordo anatomico, la linea epifisaria.

Il periostio è una guaina di tessuto connettivo denso irregolare che ricopre tutto l’osso a eccezione delle porzioni epifisarie, dove è presente la cartilagine articolare; il periostio protegge l’osso ed è anche la sede del passaggio di vasi e nervi. Inoltre, nel periostio sono presenti cellule che servono per la crescita dello spessore dell’osso stesso. Invece l’endostio è una sottile membrana che separa la cavità midollare dall’osso e contiene uno strato di cellule che possono formare osso o distruggere la matrice extracellulare.

Nel prossimo articolo parlerò delle ossa del cranio e del viso.

Il sistema scheletrico (2)

Ciao a tutti! È il corpo umano che vi parla. Oggi vorrei introdurvi un nuovo argomento riguardante il sistema scheletrico: la suddivisione delle ossa in base alla loro forma.

Le ossa possono essere classificate in quattro categorie secondo la loro forma:

-le ossa piatte, come quelle della testa o del bacino, sostengono e proteggono gli organi interni, sono sottili, ma molto robuste;

-le ossa irregolari, come le vertebre, non rientrano in nessuna delle forme precedenti;

-le ossa lunghe, come l’omero e il femore, possiedono una parte terminale tondeggiante, chiamata epifisi, a cui è collegata la parte dell’osso centrale più lunga, conosciuta anche con il nome di diafisi;

-le ossa brevi, come le ossa dei polsi e delle caviglie.

La superficie di un osso non è uniforme, ma caratterizzata da solchi e creste. I solchi sono dati dal passaggio sulla sua superficie di grossi vasi. Le parti sporgenti, le creste, sono quelle in cui si inseriscono i tendini e i legamenti. Tutte le ossa sono costituite da tessuto osseo, ma la densità delle matrice extracellulare è variabile. Si distinguono il tessuto osseo spugnoso, ricco di trabecole ossee e con maggiori parti lacunose, e il tessuto osseo compatto, caratterizzato da una matrice più densa. È possibile trovare l’osso compatto nelle diafisi delle ossa lunghe e nelle lamine esterne delle ossa piatte, a differenza delle altre parti dello scheletro che sono costituite da osso spugnoso.

Nel prossimo articolo vi parlerò delle ossa lunghe.

Il sistema scheletrico (1)

Ciao a tutti! È il corpo umano che vi parla. Attraverso una serie di articoli, vi introdurrò un nuovo argomento: il sistema scheletrico. In particolare, oggi vi presenterò la struttura e le funzioni dello scheletro.

Lo scheletro umano viene definito endoscheletro, dal momento che è una struttura di sostegno posta all’interno del corpo. È composto da 206 ossa legate tra loro da 68 articolazioni. Tutte le ossa possiedono una specifica funzione, tra cui quella di sostenere il peso del corpo, di permettere i vari movimenti e di proteggere gli organi interni. Inoltre, le ossa possiedono la funzione di deposito di sali minerali importanti come il calcio e il fosforo e intervengono nell’emopoiesi, ossia nella formazione delle cellule del sangue, come globuli rossi e globuli bianchi.

Le ossa possono essere divise in due gruppi funzionali: lo scheletro assile, che comprende il cranio, la colonna vertebrale e la gabbia toracica, e lo scheletro appendicolare, comprendente le ossa degli arti, le ossa che connettono gli arti allo scheletro assile, come le scapole e le clavicole su cui si innestano le ossa delle braccia, e la pelvi che trasmette il peso del corpo alle gambe.

Circa la metà delle 206 ossa del nostro organismo si trova nelle quattro estremità: 27 in ogni mano e 26 in ciascun piede. Le ossa del cranio, della colonna vertebrale e della gabbia toracica fanno parte dello scheletro assile. Esse hanno una funzione protettiva: il cranio e la colonna vertebrale circondano il tessuto nervoso, mentre la gabbia toracica protegge gli organi vitali interni come il cuore e i polmoni.

Nello scheletro umano sono presenti 34 vertebre, separate tra loro da dischi cartilaginei, suddivise in: 7 cervicali, 12 toraciche, 5 lombari, 5 sacrali, 3-5 coccigee.

Nel prossimo articolo vi parlerò della suddivisione delle ossa in base alla loro forma.

Il tessuto nervoso

Ciao a tutti! È il corpo umano che vi parla. Oggi vorrei introdurre un nuovo argomento: il tessuto nervoso.

Il tessuto nervoso è costituito da unità fondamentali chiamate neuroni, cellule in grado di trasmettere gli impulsi nervosi. Questo tessuto contiene anche un altro tipo di cellule, le cellule gliali, che, nel passato, si riteneva avessero solo una funzione di nutrimento, di isolamento e di sostegno dei neuroni. Recenti studi hanno invece portato alla luce il ruolo attivo di queste cellule nella trasmissione degli impulsi nervosi.

Il neurone è costituito da tre strutture differenti:

-un corpo cellulare, o soma, che contiene il nucleo e la maggior parte dei dispositivi metabolici della cellula;

-i dendriti, estensioni numerose, corte e filamentose che ricevono gli stimoli da altre cellule;

-un assone, filamento in grado di condurre in maniera rapida un segnale elettrochimico a grandi distanze. Gli assoni sono detti anche fibre nervose. Infatti, i nervi sono fasci di assoni che trasportano le informazioni dal sistema nervoso centrale alla periferia e viceversa.

I neuroni sono cellule specializzate nel ricevere i segnali dall’ambiente esterno, da quello interno e da altri neuroni, nell’integrare i segnali ricevuti e nel trasmettere l’informazione ad altri neuroni, ai muscoli o alle ghiandole.

Esistono tre tipi di neuroni:

-i neuroni sensoriali, che ricevono le informazioni dalla periferia del corpo o dagli organi interni e le trasmettono al sistema nervoso centrale, costituito da encefalo e midollo;

-i neuroni motori, che trasmettono i segnali dal sistema nervoso centrale agli effettori, come muscoli e ghiandole;

-gli interneuroni, che formano interconnessioni tra due o più neuroni del sistema nervoso centrale.

Nel prossimo articolo parlerò del sistema scheletrico.

Il tessuto muscolare

Ciao a tutti!! È il corpo umano che vi parla. Oggi voglio presentarvi un altro mio importante tessuto: il tessuto muscolare.

Il tessuto muscolare, che rende possibile il movimento del corpo, è composto da cellule in grado di contrarsi. Nei vertebrati, il tessuto muscolare è quello presente in maggiore quantità.

Esistono tre tipi principali di tessuto muscolare: il tessuto muscolare striato o scheletrico, il tessuto muscolare cardiaco e il tessuto muscolare liscio. I primi due sono caratterizzati da striature, mentre il terzo è privo di queste.

I muscoli che permettono il movimento dello scheletro sono i muscoli striati e alcune volte sono definiti volontari, dal momento che sono posti sotto il controllo della nostra volontà. I muscoli lisci e il muscolo striato cardiaco sono definiti involontari. In particolare, il muscolo cardiaco costituisce la parete del cuore, mentre il muscolo liscio circonda le pareti degli organi interni, come il sistema digerente, l’utero, la vescica e i vasi sanguigni.

Nel prossimo articolo parlerò del tessuto nervoso.

Il tessuto connettivo (2)

Ciao a tutti! È il corpo umano che vi parla. Come già anticipato nell’articolo precedente, oggi vi parlerò dei vari tipi di tessuto connettivo.

I tessuti connettivi sono classificati, secondo le caratteristiche della loro matrice extracellulare, in:

tessuto osseo: è costituito da cellule che occupano le lacune presenti tra uno strato e l’altro di matrice extracellulare durissima, a sua volta composta da sali di calcio e da fibre collagene. Ha la funzione di sostegno e scambia ioni calcio con il sangue;

cartilagine ialina: costituisce le strutture di sostegno della laringe, della trachea e dei bronchi. È presente anche nella zona in cui le costole si attaccano allo sterno ed è il tessuto che compone le ossa del feto. Riveste le estremità delle ossa a livello delle articolazioni e il suo consumo con l’usura è la causa di artrosi degenerative. Questa cartilagine contiene numerose fibre collagene, immerse in una sostanza fondamentale vitrea;

fibrocartilagine: possiede un maggior contenuto di fibre di collagene rispetto alla cartilagine ialina. È presente nei dischi intervertebrali e nei menischi delle ginocchia;

tessuto connettivo denso: è caratteristico dei tendini e dei legamenti. La resistenza agli stress di trazione è data dalle numerose fibre di collagene intercalate a fibroblasti. La pelle e le valvole cardiache, che possiedono fibre intrecciate in maniera più irregolare rispetto ai tendini e ai legamenti, appartengono a questo gruppo.

tessuto connettivo lasso fibrillare: è il tessuto connettivo più presente in assoluto ed è costituito da tutti e tre i tipi di fibre intrecciate tra loro per formare una trama larga. Contiene fibroblasti, ma anche cellule immunitarie e adipociti. Svolge la funzione di riserva di liquidi poiché la sostanza fondamentale contiene acqua e sali minerali. In caso di infiammazione, questo tessuto connettivo assorbe i liquidi in eccesso e manifesta il gonfiore (edema);

tessuto connettivo lasso adiposo: è concentrato a livello sottocutaneo e svolge la funzione di isolante e di barriera meccanica. Protegge gli organi vitali, come i reni e il cuore, ed è presente anche in alcune zone dove funziona da riserva energetica, come sui fianchi e nelle mammelle. È costituito da adipociti dal citoplasma trasparente per la presenza di grasso, che sposta il nucleo in posizione eccentrica;

tessuto connettivo lasso reticolare: trama fine di fibre reticolari simili ai fibroblasti, costituisce l’impalcatura di alcuni organi implicati nella formazione delle componenti del sangue come la milza, i linfonodi e il midollo osseo;

tessuto sanguigno: possiede la matrice extracellulare completamente liquida, chiamata anche plasma, e non contiene vere e proprie fibre, ma proteine solubili che, solo durante la coagulazione, diventano fibre. Le cellule di questo tessuto sono i globuli rossi, i globuli bianchi e le piastrine. Un altro tessuto connettivo liquido è la linfa con componente di matrice extracellulare chiara simile al plasma, ma con un numero minore di proteine.

Nel prossimo articolo parlerò del tessuto muscolare.

Il tessuto connettivo (1)

Ciao a tutti!! È il corpo umano che vi parla. Oggi vi presenterò un mio nuovo tessuto : il tessuto connettivo.

Esistono vari tipi di tessuto connettivo (che saranno presentati nel prossimo articolo). La funzione principale di questo tessuto è quella di tenere uniti, di nutrire, di proteggere e di sostenere gli altri tessuti.

Tutti i tessuti connettivi presentano una caratteristica strutturale in comune:

-sono costituiti da cellule tipiche del tessuto chiamate fibroblasti, che formano le fibre, o osteoblasti nel caso del tessuto osseo;

-possiedono una matrice extracellulare, composta da una sostanza fondamentale formata da acqua, proteine, polisaccaridi e fibre; la matrice ha il compito di avvolgere e sostenere le cellule del tessuto connettivo;

-presentano cellule adipose (o adipociti) per l’accumulo dei trigliceridi.

Nella matrice cellulare, le proteine servono come collante per legare le cellule alle fibre, mentre la quantità di polisaccaridi che riescono a trattenere l’acqua influisce sulla fluidità della sostanza fondamentale. Le fibre possono essere: fibre collagene, che compongono i tendini, i legamenti, la cartilagine e l’osso; fibre elastiche, presenti sopratutto nelle pareti dei grossi vasi sanguigni; fibre reticolari molto ramificate, che formano reticolati all’interno degli organi pieni come il fegato e la milza.

La cartilagine è un tipo di tessuto connettivo formato da cellule conosciute come condrociti, che si trovano all’interno di spazi chiamati lacune, e da una sostanza fondamentale composta da fibre collagene ed elastiche. La caratteristica della cartilagine di tornare alla sua forma originaria dopo uno stress meccanico è data dalla presenza di un particolare polisaccaride: il condroitinsolfato. Infine, la ragione per la quale non si avverte nessun dolore in caso di deterioramento della cartilagine è la totale assenza di vasi e nervi in questa.

 

Il ritorno di Scienza&Cultura (2)

Ciao a tutti!! Ritorno a scrivere sul blog dopo diversi mesi, caratterizzati dallo “studio matto e disperatissimo” in vista dell’esame di maturità, e mi auguro che possiate perdonare questa lunga assenza😅.

Durante questi mesi di vacanze estive prima dell’inizio dei corsi universitari mi impegnerò affinché vengano pubblicati numerosi articoli e spero di non deluderVi!!!

Colgo l’occasione per augurarVi un buon giovedì e per ringraziarVi del vostro sostegno al blog. Continuate a seguire gli aggiornamenti😜!!!

F.