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Osso compatto e osso spugnoso

Ciao a tutti! È il corpo umano che, dopo un po’ di tempo, vi parla. In questo articolo vi presenterò la differenza che intercorre tra un osso compatto e un osso spugnoso.

La resistenza e la robustezza delle ossa sono determinate dalla loro struttura a livello microscopico.

Nell’osso compatto, questa si basa sulla presenza di unità funzionali chiamate osteoni, a loro volta costituiti da lamelle di matrice extracellulare concentriche. In corrispondenza di lacune, è possibile individuare gli osteociti. Inoltre, i piccoli canali che si costituiscono tra le cellule e le lacune, riempiti di liquido extracellulare, permettono loro di rimanere in contatto seppur in maniera indiretta. Attraverso il periostio, perpendicolarmente rispetto alla lunghezza della diafisi, i vasi sanguigni e linfatici entrano all’interno dell’osso utilizzando i canali perforanti, o di Volkmann. Da questi si sviluppano i canali centrali, o di Havers, paralleli alla lunghezza dell’osso e posizionati al centro di ogni osteone. La struttura microscopica dell’osso compatto riguarda l’80% dello scheletro ed è presente in corrispondenza della diafisi delle ossa lunghe. Il restante 20% è formato da tessuto spugnoso.

Il tessuto spugnoso non è costituito da osteoni, bensì da trabecole, colonne ossificate di matrice extracellulare e osteociti. Queste presentano lacune poste tra loro in comunicazione attraverso piccoli canali. Trattandosi di una rete ossea a sostegno del midollo rosso emopoietico, l’aspetto di questo tessuto è simile a quello di una rete. È possibile individuare il tessuto spugnoso in corrispondenza del centro della diafisi delle ossa lunghe, delle epifisi delle ossa lunghe e delle ossa piatte, brevi e irregolari.

Nel prossimo articolo si parlerà, sinteticamente, della crescita della lunghezza delle ossa negli adolescenti.

Le ossa del cranio e del viso (2)

Ciao a tutti! È il corpo umano che vi parla. In questo articolo vi presenterò, nel dettaglio, le ossa craniche e le ossa facciali.

Ossa parietali: formano la porzione laterale è superiore del cranio.

Osso frontale: forma la fronte.

Ossa temporali: sono due, si trovano di lato e nella porzione inferiore del cranio. L’osso temporaneo si articola lateralmente con la mandibola e costituisce il canale osseo dell’orecchio.

Osso etmoide: si trova nella porzione superiore del setto nasale e consente il passaggio degli stimoli odorosi verso il cervello. Contiene le fibre del nervo olfattivo a contatto con l’aria.

Vomere: di forma allungata, fa parte del setto nasale e divide in porzione destra e sinistra la cavità nasale.

Mandibola: articolata con l’osso temporale, crea un’articolazione molto mobile che permette la masticazione e la fonazione.

Ossa nasali: sono due e formano la parte ossea del dorso del naso, a cui si attacca la parte cartilaginea.

Ossa zigomatiche: formano gli zigomi e sono collegate alle ossa temporale, mascellare e frontale.

Ossa mascellari: sono due e in queste sono collocati i denti dell’arcata superiore. Queste ossa, normalmente, si saldano già nell’embrione. Nell’eventualità in cui ciò non accadesse, si verrebbe a creare una fessura al centro del palato insieme alla quale potrebbe presentarsi la mancata saldatura del labbro superiore (labbro leporino).

Osso sfenoide: chiamato anche “chiave di volta”, permette il collegamento con tutte le altre ossa del cranio tenendole unite. Si trova al centro del cranio e ha un aspetto simile a quello di un pipistrello in volo.

Osso occipitale: si trova nella parte posteriore e alla base del cranio. Si connette con il midollo allungato tramite il grande foto occipitale.

Osso ioide: ha la forma di un ferro di cavallo ed è l’unico osso del nostro corpo a non avere relazione diretta con altre ossa. Si trova tra la mandibola e la laringe, sostiene la lingua e rimane collegato solo con i muscoli della lingua, del collo e della faringe.

Ossa lacrimali: sono due, si trovano nella porzione mediana della cavità dell’occhio. Per le loro dimensioni e per la loro forma sono simili a un’unghia.

Nel prossimo articolo si parlerà della distinzione tra osso compatto e osso spugnoso.

Le ossa del cranio e del viso (1)

Ciao a tutti! È il corpo umano che vi parla. Oggi introdurrò un nuovo argomento: le ossa del cranio e del viso.

Le ossa che compongono il cranio sono ossa piatte di forma rotonda che si incastrano tra loro attraverso articolazioni fisse, chiamate suture. Negli adulti le suture non permettono deformazioni; nei neonati tra le ossa craniche sono presenti dei tratti di cartilagine, detti fontanelle, che permettono al cranio di comprimersi nel momento del parto. Le fontanelle sono in tutto 6 e, entro i primi due anni di età, si chiudono.

Le ossa della testa sono 22 e sono divise in ossa craniche e ossa facciali. Le ossa craniche sono quelle che proteggono l’encefalo; le ossa facciali sono quelle che hanno il compito di sostenere i muscoli del viso e i denti. Il cranio, internamente, è rivestito da una delle tre membrane, le meningi, due delle quali avvolgono anche l’encefalo. Sia le ossa craniche sia le ossa facciali possiedono delle cavità vuote, chiamate seni, che servono per alleggerire il peso del cranio, a umidificare e riscaldare l’aria in entrata grazie al muco prodotto e al ricircolo di aria, come cassa di risonanza nell’emissione dei suoni (o fonazione). Nel momento in cui è in corso un’infiammazione, la mucosa dei seni si gonfia e aumenta la produzione di muco: in questo caso si parla di sinusite.

Le cellule staminali dell’osso, chiamate cellule osteoprogenitrici, sono le uniche a mantenere la capacità di dividersi e, dalla loro mitosi, hanno origine gli osteoblasti (in greco significa “embrioni di ossa”), cellule che hanno il compito di produrre della matrice extracellulare ossea. Questa sostanza è costituita da sali minerali cristallizzati e da fibre collagene e acqua. Con la produzione di matrice, gli osteoblasti rimangono intrappolati in piccole lacune poste tra le sue lamelle concentriche. A questo punto, gli osteoblasti non formano più matrice e diventano veri e propri osteociti.

Quando l’organismo ha bisogno di attingere ai costituenti minerali della matrice, intervengono gli osteoclasti (in greco significa “demolitori di ossa”), cellule presenti nell’endostio. Gli osteoclasti  possiedono enzimi lisosomiali in grado di scindere le proteine e i minerali della matrice per rimetterli in circolo in caso di necessità o durante la fase di riparazione e crescita dell’osso.

Nel prossimo articolo verranno presentate in maniera dettagliate le ossa craniche e le ossa facciali.

 

Si ritorna a scrivere (anche se per poco…)

Ciao a tutti! Mi trovo a pubblicare un nuovo articolo dopo diversi mesi, che sono stati caratterizzati da un intenso studio. La prima sessione di esami universitari si è conclusa e, anche se sono pochi, i giorni di riposo prima del nuovo semestre sono arrivati. In questo breve periodo cercherò di pubblicare qualche nuovo articolo. Successivamente sarò di nuovo sommersa dallo studio, quindi non potrò dedicarmi alla pubblicazione di nuovi posts. Nel frattempo, seguite gli aggiornamenti sul sito.

Il prossimo articolo riguarderà le ossa del cranio e del viso.

A presto,

F.

Buon compleanno Scienza&Cultura!!

Ciao a tutti! Oggi questo sito compie 2 anni🎉: il 29 novembre 2017 iniziava l’elettrizzante avventura nel mondo di WordPress!

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Ringrazio tutti Voi che seguite gli aggiornamenti di questo blog e che, nonostante la mia assenza, continuate a contribuire attivamente alla sua “crescita”.

Non mi resta che dire un’ultima cosa: Buon Compleanno Scienza&Cultura🎂🎊!!!

A presto!

F.

Ritornerò!!

Ciao a tutti! Con il seguente articolo voglio dirvi che, in questo periodo, sarà difficile per me scriverne di nuovi: il primo anno di università è ormai iniziato e lo studio è il vero protagonista di ogni giornata.

Ritornerò il prima possibile con nuove curiosità sul corpo umano😊.

A presto!

F.