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Le eccezioni alle leggi di Mendel (2)

Hi guys! È il DNA che vi parla. Oggi vorrei affrontare con voi un’altra delle eccezioni alle leggi di Mendel: l’allelia multipla.

Ogni organismo diploide può avere due alleli per ogni gene, ma in una popolazione di organismi per uno stesso gene possono essere presenti anche più di due forme alleliche. In questo caso, si parla di alleli multipli, derivanti da diverse mutazioni dello stesso gene.

Negli esseri umani, i gruppi sanguigni principali (A, B, AB, 0) sono determinati dalle combinazioni dei tre alleli ( A, B, 0) di un unico gene. Gli alleli A e B sono codominanti, mentre l’allele 0 è recessivo. Gli individui con gruppo sanguigno di tipo A hanno o due alleli A oppure un allele A e uno 0, e i loro globuli rossi portano il polisaccaride A.

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Il fenotipo è dato da particolari polisaccaridi, chiamati A e B, e si trovano sulla superficie dei globuli rossi. Nel plasma sanguigno sono presenti anche delle proteine particolari chiamate anticorpi, per il riconoscimento dei polisaccaridi caratteristici dei gruppi sanguigni differenti dal proprio.

Nel prossimo articolo parlerò delle interazioni tra alleli di geni diversi.

La sintesi proteica

Salve a tutti! È il DNA che vi parla…purtroppo dopo tanto tempo. Ovviamente cercherò di recuperare il tempo perduto. Oggi vorrei affrontare il tema della sintesi proteica negli eucarioti.

Prima di tutto, bisogna dire che il luogo fisico dove avviene il processo di sintesi proteica è quello dei ribosomi. Questi sono costituiti da una subunità maggiore, che presenta tre siti di legame per gli RNA di trasporto, e una subunità minore, sito di legame per l’RNA messaggero. Inoltre, i ribosomi sono composti per un terzo da proteine e per due terzi da RNA ribosomale.

In secondo luogo, è necessario mettere in risalto che per sintesi proteica si intende una traduzione, dato che il linguaggio espresso attraverso l’utilizzo di acidi nucleici viene sostituito da un altro espresso mediante amminoacidi. Il processo possiede tre differenti fasi: inizio, allungamento e terminazione.
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La prima fase inizia nel momento in cui il filamento di mRNA si aggancia alla subunità minore del ribosoma, in corrispondenza dell’estremità 5’, mettendo in risalto il primo codone. Successivamente, si unisce un RNA di trasporto (tRNA), paragonato a un dizionario bilingue per la funzione di traduzione del linguaggio dagli acidi nucleici a quello delle proteine, che presenta, in corrispondenza si una delle sue estremità, un codone complementare a quello messo in evidenza dall’mRNA. Questo tRNA porta con sé una forma modificata dell’amminoacido metionina, che verrà poi rimossa alla fine della sintesi proteica. La combinazione tra subunità minore, tRNA, mRNA è conosciuta come complesso di inizio. Dopo la formazione di questo, la subunità maggiore del ribosoma, che presenta tre siti di legame (A, P, E), si attacca. Nella fase di inizio, il primo tRNA va ad occupare il sito P.

Nella fase di allungamento, un nuovo tRNA che corrisponde ad un determinato anticodone giunge presso il sito A. Tra gli amminoacidi presenti in corrispondenza di un’estremità dei due tRNA si crea un legame peptidico. L’mRNA scorre in direzione 5’-3’, lascia libero il sito A per un nuovo tRNA, il primo tRNA si sposta nel sito E e il secondo passa al sito P. Successivamente, un nuovo tRNA si inserisce nel sito A.

Infine, nella fase di terminazione, in corrispondenza del sito A, si inserisce un fattore di rilascio che consente di far liberare il polipetide formato, l’ultimo tRNA che precede il codone di arresto e permette la dissociazione delle subunità del ribosoma.