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La maturazione dell’mRNA

Salve a tutti e buon inizio di settimana! Sono il DNA e oggi vorrei affrontare l’argomento riguardante la maturazione dell’mRNA.

Prima di tutto è necessario chiarire che, prima della fine della trascrizione, al filamento di mRNA viene aggiunto un “cappuccio” presso l’estremità 5′ attraverso un processo definito con il nome di capping. Questo cappuccio è generato partendo da una modificazione della base azotata guanina ed è necessario al fine di far uscire l’mRNA dal nucleo della cellula eucariote e di farlo agganciare al ribosoma corrispondente.

Prima di raggiungere il citosol, il pre-mRNA subisce l’azione di altri due processi. Primo fra tutti la trasformazione in un RNA maturo. Successivamente, in corrispondenza dell’estremità 3′, è aggiunta una sequenza nucleotidica. Questa catena è costituita da circa 200 nucleotidi che contengono la base azotata adenina ed è chiamata “coda poli-A“. Essa ha lo scopo di conferire maggiore stabilità alla molecola e le permette di resistere per un periodo piuttosto lungo all’interno del citosol.

Un altro importante processo che avviene prima dell’uscita del pre-mRNA dal nucleo della cellula è lo splicing. Questo meccanismo consiste nel taglio degli introni e nella ricongiunzione degli esoni; gli introni sono eliminati, mentre gli esoni sono saldati insieme in sequenza al fine di costituire un’unica molecola. Il complesso che ha il compito di eliminare gli introni è conosciuto come “spliceosoma” ed è formato da piccole riboproteine nucleari (snRNP).

In molti casi, nelle cellule eucariote, i trascritti di pre-mRNA identici sono rielaborati in modi differenti: da un solo gene, attraverso il processo dello splicing alternativo, si formano differenti mRNA maturi. In questa maniera la complessità dei proteomi eucarioti aumenta.

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I dati di Chargaff

Salve a tutti! Sono io…il vostro DNA e ora vorrei parlarvi di uno studio compiuto da uno scienziato durante il secolo scorso, con lo scopo di conoscere maggiormente le quantità delle basi azotate.

Le percentuali riguardanti le quantità relative alle quattro basi azotate, che compongono l’unità nucleotidica alla base del mio doppio filamento anti parallelo e complementare, furono studiate dal biochimico austriaco Erwin Chargaff.

Egli giunse alla conclusione secondo la quale queste non sono presenti in proporzioni uguali in tutti gli organismi viventi.

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Attraverso l’utilizzo della tecnica della “cromatografia su carta” , lo scienziato scoprì anche che la base adenina poteva legarsi solo con la timina, e che la guanina poteva appaiarsi solo con la citosina.
I dati raccolti dimostravano che io sono una molecola che presenta precise regolarità e caratteristiche differenti per ogni essere.