Archivi tag: Ossa

Le ossa del cranio e del viso (1)

Ciao a tutti! È il corpo umano che vi parla. Oggi introdurrò un nuovo argomento: le ossa del cranio e del viso.

Le ossa che compongono il cranio sono ossa piatte di forma rotonda che si incastrano tra loro attraverso articolazioni fisse, chiamate suture. Negli adulti le suture non permettono deformazioni; nei neonati tra le ossa craniche sono presenti dei tratti di cartilagine, detti fontanelle, che permettono al cranio di comprimersi nel momento del parto. Le fontanelle sono in tutto 6 e, entro i primi due anni di età, si chiudono.

Le ossa della testa sono 22 e sono divise in ossa craniche e ossa facciali. Le ossa craniche sono quelle che proteggono l’encefalo; le ossa facciali sono quelle che hanno il compito di sostenere i muscoli del viso e i denti. Il cranio, internamente, è rivestito da una delle tre membrane, le meningi, due delle quali avvolgono anche l’encefalo. Sia le ossa craniche sia le ossa facciali possiedono delle cavità vuote, chiamate seni, che servono per alleggerire il peso del cranio, a umidificare e riscaldare l’aria in entrata grazie al muco prodotto e al ricircolo di aria, come cassa di risonanza nell’emissione dei suoni (o fonazione). Nel momento in cui è in corso un’infiammazione, la mucosa dei seni si gonfia e aumenta la produzione di muco: in questo caso si parla di sinusite.

Le cellule staminali dell’osso, chiamate cellule osteoprogenitrici, sono le uniche a mantenere la capacità di dividersi e, dalla loro mitosi, hanno origine gli osteoblasti (in greco significa “embrioni di ossa”), cellule che hanno il compito di produrre della matrice extracellulare ossea. Questa sostanza è costituita da sali minerali cristallizzati e da fibre collagene e acqua. Con la produzione di matrice, gli osteoblasti rimangono intrappolati in piccole lacune poste tra le sue lamelle concentriche. A questo punto, gli osteoblasti non formano più matrice e diventano veri e propri osteociti.

Quando l’organismo ha bisogno di attingere ai costituenti minerali della matrice, intervengono gli osteoclasti (in greco significa “demolitori di ossa”), cellule presenti nell’endostio. Gli osteoclasti  possiedono enzimi lisosomiali in grado di scindere le proteine e i minerali della matrice per rimetterli in circolo in caso di necessità o durante la fase di riparazione e crescita dell’osso.

Nel prossimo articolo verranno presentate in maniera dettagliate le ossa craniche e le ossa facciali.

 

Il sistema scheletrico (2)

Ciao a tutti! È il corpo umano che vi parla. Oggi vorrei introdurvi un nuovo argomento riguardante il sistema scheletrico: la suddivisione delle ossa in base alla loro forma.

Le ossa possono essere classificate in quattro categorie secondo la loro forma:

-le ossa piatte, come quelle della testa o del bacino, sostengono e proteggono gli organi interni, sono sottili, ma molto robuste;

-le ossa irregolari, come le vertebre, non rientrano in nessuna delle forme precedenti;

-le ossa lunghe, come l’omero e il femore, possiedono una parte terminale tondeggiante, chiamata epifisi, a cui è collegata la parte dell’osso centrale più lunga, conosciuta anche con il nome di diafisi;

-le ossa brevi, come le ossa dei polsi e delle caviglie.

La superficie di un osso non è uniforme, ma caratterizzata da solchi e creste. I solchi sono dati dal passaggio sulla sua superficie di grossi vasi. Le parti sporgenti, le creste, sono quelle in cui si inseriscono i tendini e i legamenti. Tutte le ossa sono costituite da tessuto osseo, ma la densità delle matrice extracellulare è variabile. Si distinguono il tessuto osseo spugnoso, ricco di trabecole ossee e con maggiori parti lacunose, e il tessuto osseo compatto, caratterizzato da una matrice più densa. È possibile trovare l’osso compatto nelle diafisi delle ossa lunghe e nelle lamine esterne delle ossa piatte, a differenza delle altre parti dello scheletro che sono costituite da osso spugnoso.

Nel prossimo articolo vi parlerò delle ossa lunghe.

Il sistema scheletrico (1)

Ciao a tutti! È il corpo umano che vi parla. Attraverso una serie di articoli, vi introdurrò un nuovo argomento: il sistema scheletrico. In particolare, oggi vi presenterò la struttura e le funzioni dello scheletro.

Lo scheletro umano viene definito endoscheletro, dal momento che è una struttura di sostegno posta all’interno del corpo. È composto da 206 ossa legate tra loro da 68 articolazioni. Tutte le ossa possiedono una specifica funzione, tra cui quella di sostenere il peso del corpo, di permettere i vari movimenti e di proteggere gli organi interni. Inoltre, le ossa possiedono la funzione di deposito di sali minerali importanti come il calcio e il fosforo e intervengono nell’emopoiesi, ossia nella formazione delle cellule del sangue, come globuli rossi e globuli bianchi.

Le ossa possono essere divise in due gruppi funzionali: lo scheletro assile, che comprende il cranio, la colonna vertebrale e la gabbia toracica, e lo scheletro appendicolare, comprendente le ossa degli arti, le ossa che connettono gli arti allo scheletro assile, come le scapole e le clavicole su cui si innestano le ossa delle braccia, e la pelvi che trasmette il peso del corpo alle gambe.

Circa la metà delle 206 ossa del nostro organismo si trova nelle quattro estremità: 27 in ogni mano e 26 in ciascun piede. Le ossa del cranio, della colonna vertebrale e della gabbia toracica fanno parte dello scheletro assile. Esse hanno una funzione protettiva: il cranio e la colonna vertebrale circondano il tessuto nervoso, mentre la gabbia toracica protegge gli organi vitali interni come il cuore e i polmoni.

Nello scheletro umano sono presenti 34 vertebre, separate tra loro da dischi cartilaginei, suddivise in: 7 cervicali, 12 toraciche, 5 lombari, 5 sacrali, 3-5 coccigee.

Nel prossimo articolo vi parlerò della suddivisione delle ossa in base alla loro forma.